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L'astuto Leonello Treossi, insuperabile allievo del notaro Livignasco Sigismondo Zuccola, le studia tutte pur di raggiungere lo spregiudicato canonico Settomini. Ma, siccome nessuno fa qualcosa per nulla, è importante predisporre un piano ben dettagliato, sopratutto nella parte economica. E così, a Livigno in un giorno qualsiasi della seconda metà del XVI secolo, a causa del morso di un topo velenoso, donna Giacinta, per finta muore; di conseguenza messer Sigismondo rimane vedovo e può sposare la "pulzella Rosina, pupilla sua" così avrà il letto caldo e lo scrigno pieno di scudi d'oro e di gioielli. E fanno 12.576 scudi d'oro e 60 soldi. Messer Beto, disperato, fugge nottetempo "trafugando la cara salma" della sua adorata Giacinta portandosela a Isolaccia per poterle vivere vicino per il resto della sua vita come ha sempre desiderato. E fanno 10.000 scudi d'oro. Quella bella "pizzocchera" della Cesiretta se ne va anche lei a Isolaccia col rango di dama di compagnia. E fa...(censura), più di 500 scudi d'oro. Donna Giacinta, che è morta, ma per finta, "trafugata nottetempo" sparisce per sempre, se ne va a Isolaccia e con un'altra identità si sposa col suo messer Beto. E fanno 20.003 scudi d'oro e 20 soldi. A questo punto basta evitare le movenze materne di Bianchina Frescolatte di Postalesio e le insidie malefiche della maga Bazara, più bella che avara, coadiuvata dal brutto Isaia. Insomma, un gran baccano tutto per...43.079 scudi d'oro e 80 soldi! |